Le rettifiche fiscali extracontabili - Software per commercialisti Blustring - Visual Help

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Adempimenti fiscali > Casistiche reddituali

GLI ADEMPIMENTI FISCALI

 
 
 

Panoramica generale sulle rettifiche fiscali extracontabili

PREMESSA
Generalmente, i costi sostenuti vengono dedotti nell'esercizio di competenza in misura:

  • INTEGRALE: se strettamente inerenti l'attività svolta;

  • PERCENTUALE: se afferenti a beni, o servizi, considerati ad uso promiscuo.

A titolo di esempio, i costi sostenuti per l'acquisto di materie prime sono deducibili al 100%. Invece, le spese telefoniche sono deducibili nella misura del 80%.

Analogamente, i ricavi sono imponibili nell'esercizio di competenza.

Purtroppo, però, la regola generale subisce delle eccezioni:

  • 1) COSTI CON PLAFOND DI DEDUCIBILITA': Alcuni costi non sono fiscalmente deducibili né in misura integrale, né in misura percentuale, ma la deducibilità è in funzione di un determinato PLAFOND;

  • 2) COSTI A DEDUCIBILITA' DIFFERITA: Alcuni costi possono essere dedotti (in tutto, o in parte) in un esercizio diverso da quello di competenza economica;

  • 3) PROVENTI AD IMPONIBILITA' DIFFERITA: Alcuni proventi possono essere portati a tassazione (in tutto, o in parte) in un esercizio diverso da quello di competenza.

Esempi:

  • Tra i COSTI CON PLAFOND DI DEDICIBILITA', troviamo le spese di rappresentanza, la cui deducibilità è in funzione del volume dei ricavi;

  • Tra i COSTI A DEDUCIBILITA' DIFFERITA, troviamo i compensi agli amministratori e le spese di manutenzione ordinaria. Come vedremo, in alcune circostanze, la deduzione di questi costi NON può avvenire (in tutto, o in parte) nell'esercizio di competenza, ma deve essere rinviata agli esercizi succesivi.

  • Tra i PROVENTI AD IMPONIBILITA' DIFFERITA, troviamo le plusvalenze, che possono essere ripartite in 5 anni.

In queste casistiche, per la compilazione della dichiarazione dei redditi, si rende necessario effettuare dei calcoli, possibili solo dopo la chiusura del bilancio. Ad esempio, poiché la deducibilità delle spese di rappresentanza è in funzione dei ricavi conseguiti, per poter determinarne la deducibilità, occorre conoscere il volume dei ricavi al 31/12.
Dai calcoli effettuati, potranno scaturire delle
RETTIFICHE EXTRACONTABILI da apportare ai valori di bilancio, per poter compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Per fortuna, con il software Blustring, questa operazione può essere effettuata in modo automatizzato.

01 - LE SPESE DI MANUTENZIONE

Le spese di manutenzione sono economicamente di competenza dell'esercizio in cui vengono sostenute.
Fiscalmente, nell'esercizio in cui sono sostenute, sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili. L'eventuale eccedenza è deducibile per quote costanti nei 5 esercizi successivi.

MODALITA' DI REGISTRAZIONE
Per registrare le spese di manutenzione, dobbiamo movimentare:

  • Il conto MANU00;

  • Oppure, un qualunque altro conto nella cui scheda anagrafica, alla sezione AGGANCI FISCALI PER IMPRESE, il campo TRATTAMENTO FISCALE PARTICOLARE risulti valorizzato come MANUTENZIONI.

Inoltre, osserviamo che la % di deducibilità del costo deve essere pari a 100. Infatti, il costo può non essere interamente deducibile nell'arco di un esercizio, ma lo è nell'arco di più esercizi.

 

02 - I COMPENSI AGLI AMMINISTRATORI

I compensi agli amministratori non sono deducibili nell'esercizio di competenza, ma nell'esercizio in cui vengono effettivamente pagati.

MODALITA' DI REGISTRAZIONE

Per registrare i compensi agli amministratori dobbiamo movimentare:

  • Il conto AMMIN;

  • Oppure, un qualunque altro conto nella cui scheda anagrafica, alla sezione AGGANCI FISCALI PER IMPRESE, il campo TRATTAMENTO FISCALE PARTICOLARE risulti valorizzato come COMPENSO DED. PER CASSA.

Inoltre, osserviamo che la % di deducibilità del costo (ai fini IRPEF) deve essere pari a 100. Infatti, il costo può non essere interamente deducibile nell'arco di un esercizio, ma lo è nell'arco di più esercizi.
Ai fini IRAP, invece, ila % di deducibità deve essere pari a 0, poiché il costo non potrà esere dedotto in alcun esercizio.

 

03 - LE SPESE DI RAPPRESENTANZA

Sono considerate spese di rappresentanza:

  • Le spese relative a viaggi turistici in occasione dei quali si svolgono attività promozionali relative a beni, prodotti o servizi, oggetto dell’attività dell'impresa;

  • Le spese relative a feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di altre festività o in occasione di inaugurazioni di nuove sedi, uffici e mostre od eventi simili in cui sono esposti i beni e/o servizi dell’impresa;

  • Le spese per beni o servizi erogati o distribuiti gratuitamente purché inerenti all'attività dell'impresa.

Tutte queste spese sono sottoposte ad obblighi documentali ben precisi: generalità degli ospiti, luogo, durata, natura dei costi e della manifestazione/evento (eventuali depliant).

DEDUZIONE AMMESSA
Dal 2008, le spese di rappresentanza sono deducibili in funzione dei ricavi e dei proventi della gestione dichiarati nel periodo d'imposta in cui sono effettuate.
Detto altrimenti, possono essere dedotte entro un determinato PLAFOND pari a:

  • Se i ricavi conseguiti sono minori o uguali a 10.000.000, la deduzione è ammessa nella misura massima di: 1,3% dei ricavi conseguiti;

  • Se i ricavi conseguiti sono superiori a 10.000.000, ma inferiori o guali a 50.000.000, la deduzione è ammessa nella misura massima di: 1,3% di 10.000.000 + 0,5% della parte eccedente dei ricavi.;

  • Se i ricavi conseguiti sono superiori a 50.000.000, la deduzione è ammessa nella misura massima di: 1,3% di 10.000.000 + 0,5% di 40.000.000 + 0,1% della parte eccedente dei ricavi.


MODALITA' DI REGISTRAZIONE

Per registrare le spese di rappresentanza, dobbiamo movimentare:

  • Il conto RAPPRE;

  • Oppure, un qualunque altro conto nella cui scheda anagrafica, alla sezione AGGANCI FISCALI PER IMPRESE, il campo TRATTAMENTO FISCALE PARTICOLARE risulti valorizzato come SPESE DI RAPPRESENTANZA DM 19/11/08.

Inoltre, osserviamo che la % di deducibilità del costo deve essere pari a 100. Questo poiché la quota indeducibile non viene determinata applicando una percentuale sull'ammontare del costo sostenuto, ma confrontando il costo sostenuto con un plafond.

 

04 - LE PLUSVALENZE
In linea generale, un’impresa che abbia conseguito nel corso dell’esercizio una plusvalenza patrimoniale derivante dalla vendita di una immobilizzazione materiale posseduta da almeno 3 anni, può:

  • Portarla a tassazione per l’intero ammontare nel periodo di realizzo;

  • Oppure, in alternativa, rateizzarla in quote costanti in un massimo di 5 esercizi.


MODALITA' DI REGISTRAZIONE

Per registrare le spese di rappresentanza, dobbiamo movimentare:

  • Il conto PLUSV;

  • Oppure, un qualunque altro conto nella cui scheda anagrafica, alla sezione AGGANCI FISCALI PER IMPRESE, il campo TRATTAMENTO FISCALE PARTICOLARE risulti valorizzato come PLUSVALENZE RATEIZZABILI.

Inotre, osserviamo che la % di imponibilità deve essere pari a 100. Infatti, le plusvalenze rateizzate non vengono tassate integralmente in un unico esercizio, ma lo saranno nell'arco di più esercizi.

 

05 - CATEGORIE DI RETTIFICHE EXTRACONTABILI
Le rettifiche extracontabili possono essere classificate in 2 categorie:

  • DIFFERENZE ATTIVE: Sono le rettifiche che determinano in riduzione del reddito imponibile;

  • DIFFERENZE PASSIVE: Sono le rettifiche che determinano un aumento del reddito imponibile.


Tra le DIFFERENZE ATTIVE troviamo lo storno della plusvalenza ripartita in più esercizi.

Tra le DIFFERENZE PASSIVE, troviamo:

  • Lo storno dei compensi agli amministratori non ancora pagati;

  • La quota delle spese di manutenzione deducibile negli esercizi successivi;

  • La quota indeducibile delle spese di rappresentanza.

06 - SOTTOCATEGORIE
Le rettifiche extracontabili possono essere ulteriormente classificate in sottocategorie:

  • DIFFERENZE ATTIVE DEFINITIVE;

  • DIFFERENZE ATTIVE TEMPORANEE;

  • DIFFERENZE PASSIVE DEFINITIVE;

  • DIFFERENZE PASSIVE TEMPORANE.


Le DIFFERENZE PERMANENTI si determinano quando la quota indeducibile di un costo NON potrà essere recuperata neppure negli esercizi successivi.
E' il caso delle spese di rappresentanza eccedenti il limite del plafond: se le spese di rappresentanza superano il tetto del plafond di deducibilità, la parte eccedente è DEFINITIVAMENTE INDECUCIBILE.
Le DIFFERENZE TEMPORANEE si determinano quando la quota indeducibile di un costo potrà essere dedotta negli esercizi successivi, oppure quando una componente positiva verrà ripresa a tassazione negli esercizi successivi.

Alla luce di quanto appena esposto:

  • Non abbiamo casi di DIFFERENZE ATTIVE DEFINITIVE;

  • Tra le DIFFERENZE ATTIVE TEMPORANEE, abbiamo le plusvalenze rateizzate;

  • Tra le DIFFERENZE PASSIVE DEFINITIVE, abbiamo la quota indeducibile delle spese di rappresentanza;

  • Tra le DIFFERENZE PASSIVE TEMPORANEE, abbiamo la quota delle spese di manutenzione ripartita nei 5 esercizi successivi, ed i compensi agli amministratori pagati in un esercizio diverso da quello di competenza.

07 - GLI ASSORBIMENTI
In gergo tecnico, si usa dire che le differenze temporanee sono destinata ad ASSORBIRSI.
Infatti, in un determinato esercizio si verifica:

  • Una differenza tra un costo di competenza e la deduzione del costo (differenze passive temporanee);

  • Una differenza tra un componente positivo e la sua imposizione fiscale (differenze attive temporanee).

Queste differenze, però verranno "assorbite" negli esercizi successivi, quando:

  • Verrà portata in deduzione la quota di costo non dedotta (assorbimento della differenza passiva temporanea);

  • Verrà portata a tassazione la quota di provento non ancora tassato (assorbimento della differenza attiva temporanea).

 
 
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